I bignè rappresentano una delle basi della pasticceria italiana e francese, utilizzati per la creazione di pasticcini . Il loro gusto neutro li rende molto versatili, tanto che vengono impiegati anche in cucina per la preparazione di finger food salati e antipasti.
L’impasto viene chiamato anche pasta “choux” (dal francese), termine ispirato alla forma rotondeggiante del bignè cotto, che ricorda un “piccolo cavolo”.
Un po’ di storia
Come per molte altre preparazioni, l’origine è controversa. Una delle tesi più accreditate attribuisce l’invenzione dei bignè a dei cuochi toscani — l’impasto era chiamato anche “pasta soffiata” — che la introdussero in Francia al seguito di Caterina de’ Medici. I francesi apprezzarono molto questa preparazione e la ribattezzarono nella loro lingua.
Composizione
La loro composizione è molto semplice: quattro ingredienti fondamentali a cui si aggiungono sale e zucchero in piccole quantità.
- Acqua o latte
- Burro (grassi)
- Farina
- Uova
La doppia cottura
La particolarità di questa preparazione sta nella cottura divisa in due momenti distinti: una sul fuoco per la preparazione della pasta e una in forno o in friggitrice per la cottura vera e propria (esiste anche la cottura in acqua, più usata in cucina).
La prima cottura è indispensabile per garantire una prima gelatinizzazione degli amidi contenuti nella farina. Nella seconda è il bignè a diventare protagonista, sviluppando la classica forma rotondeggiante.
Amo paragonare i bignè alla pasta sfoglia per due motivi: possono essere utilizzati sia nel dolce che nel salato e la tipologia di lievitazione è fisico/meccanica, identica per entrambe le preparazioni.
L’acqua contenuta nell’impasto, con il calore, vorrebbe evaporare ma viene trattenuta da una crosta sottile — composta da farina, burro e uova — che la intrappola gonfiando il bignè. Questo fenomeno viene accentuato ulteriormente nei bignè craquelin, grazie alla crosticina di pasta craquelin.
Gli ingredienti nel dettaglio
Acqua o latte
Nelle ricette tradizionali si usa come base il litro, ma io preferisco utilizzare come parametro il peso totale dell’impasto, per non avere prodotto in eccesso al variare della ricetta.
I bignè si possono realizzare con sola acqua, ma esistono molte ricette che la sostituiscono in parte o del tutto con il latte. Il latte, come già spiegato in altri articoli, contiene lattosio (uno zucchero), per cui il bignè assumerà una colorazione più marcata.
I grassi
Il grasso più usato è il burro, ma i bignè si possono realizzare anche con olio, margarina o strutto.
Più grasso è impiegato nella ricetta (in rapporto alla farina), più il bignè risulterà friabile e con una superficie liscia e regolare. Meno grasso darà invece un bignè più leggero ma con una superficie più irregolare, ricca di crepe.
La farina
Per questa preparazione si usa generalmente una farina medio/debole (proteine 10-12%). Nel caso di impasti particolarmente ricchi di grasso, è preferibile una farina mediamente forte.
Le uova
Si utilizzano solitamente uova intere. La quantità indicata nelle ricette è sempre indicativa, perché viene influenzata da quanto l’acqua abbia bollito (a volte non ci si accorge della parte che evapora), dal tipo di farina usata e dalla cottura sul fuoco.
Più aumenta la quantità di uova, più la crosta risulterà croccante. Consiglio di non renderla né troppo consistente (bignè con poco sviluppo e pieno di screpolature) né troppo morbida (bignè appiattito con poco sviluppo).
N.B. Il quantitativo delle uova dipende da diversi fattori come l’evaporazione dei liquidi prima dell’aggiunta della farina, nella prima cottura sul fornello, e dal tipo di farina utilizzata.
Lo zucchero
Lo zucchero si inserisce in quantità minima per conferire al bignè una colorazione più marcata e una maggiore durata.
Il sale
Essendo un esaltatore di sapidità, il sale non deve mai mancare nell’impasto.
Le ricette: 5 bilanciamenti a confronto
Chi mi legge sa che amo sintetizzare le ricette in pratiche tabelle. In questo schema troverai 5 ricette ordinate in base alla quantità di grasso presente.
La dose 1 è caratterizzata da una pasta leggera, mentre la dose 5 contiene una quantità di grasso molto elevata. Il peso totale dell’impasto sarà sempre 1 kg.

Bilanciamento pasta bignè pianeta dessert Loris Oss Emer
Procedimento
Far bollire l’acqua con il burro a pezzi, lo zucchero e il sale. Unire la farina setacciata e rimettere sul fuoco per alcuni minuti, mescolando di tanto in tanto.
Il tempo di pregelatinizzazione dell’amido della farina varia molto in base alla quantità di impasto e al bilanciamento. In dosaggi carichi di grasso la cottura va effettuata per brevissimo tempo. Se il polentino comincia a rilasciare grasso significa che è stato cotto per troppo tempo.
Trasferire il composto in planetaria, farlo raffreddare leggermente e aggiungere le uova — una alla volta, senza aggiungere la successiva prima che la precedente sia completamente assorbita — all’impasto che avrà una temperatura tra i 45 e i 50°C.
La pasta avrà raggiunto la giusta consistenza quando, lasciata cadere verso il basso dalla frusta a K o dalla spatola di gomma, formerà un triangolo.
Con il sac à poche dare la forma e la dimensione voluta (bignè grandi, piccoli, éclair, ecc.).
Cottura in forno
Cuocere a 190°C per 5 minuti con la valvola chiusa, poi abbassare la temperatura a 180°C e continuare la cottura per altri 20 minuti circa.
N.B. Più l’impasto è ricco di grassi, più avrà bisogno di temperature alte (210-220°C). Il bignè è cotto quando non presenta pasta morbida ai lati: dev’essere “secco” in tutta la sua superficie.
Importante: ogni forno è diverso da un altro per cui i gradi che trovi su questo articolo sono puramente indicativi.
Cottura in olio
L’olio deve essere a 180°C. Si possono friggere a ciambella (come le zeppole) oppure rotondi. Un sistema pratico è quello di prepararli su carta da forno e immergerla direttamente nell’olio: dopo pochi secondi i bignè si staccano da soli e si può togliere la carta. Quando avranno preso sufficiente doratura, vanno girati sull’altro lato.
Buon dessert!
Contenuto firmato da Loris Oss Emer, pasticcere e formatore.
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buongiorno Loris, ho sbagliato a scrivere questo post ,,perciò lo troverà doppio, mi scuso in anticipo.
ho un dubbio riguardante i bignè doppio burro. nella ricetta che ho vengano riportati 250g di acqua e 250 di burro contro 125 di farina ( forte). mi ritrovo quindi un polentino molto morbido che fatica ad asciugare ma soprattutto, se lo tengo troppo sul fuoco, inizia a rilasciare il grasso, che fuoriesce e si separa completamente dal polentino stesso. le indicazioni che mi erano state date erano di allontanare dal fuoco non appena il polentino inizia a ‘ sudare’ il grasso, questo comporta una permanenza molto breve sul fuoco e il polentino ovviamente non asciuga come quello fatto con dosi di burro meno elevate .è corretto, o c’e qualcos’altro da fare per ovviare alla separazione del grasso? perché poi ovviamente l’impasto non è piu utilizzabile. la ringrazio.
salve, si puo sostituire parzialmente l’acqua o il latte con altri liquidi per dare un gusto caratteristico? In tal caso in che percentuale?
Salve chef, ho provato più volte la cottura di eclair in un forno ventilato ma continuo ad non ottenere buoni risultati. Nello specifico all’inizio la crescita era poco stabile si spaccavano in superficie , ho migliorato questo aspetto iniziando ad utilizzare gli appositi tapettini, ora però continuo ad ottenere eclair belli esteticamente ma troppo cotti fuori e non ben cotti dentro. Lascio la valvola chiusa per i primi 10 minuti e poi continuo aprendola gradualmente dove potrebbe essere l’errore nel bilanciamento della ricetta o nella cottura ?
ciao Loris ….ho assistito alla realizzazione di bignè dove all’impasto veniva aggiunto dell albume …perché? Grazie anticipatamentr
Loris scusami ma la farina io sapevo che bisogna versarla tutta insieme in pentola, tu qui dici poco per volta e non capisco la differenza, grazie
Grazie mille! non ho visto prima l’informazione sistemata cosi bene
Ciao,sono un’appassionata di cucina ed amo la pasticceria purtroppo ho fatto i bignè poche volte sempre con ricette (ovviamente ho perso quella con cui mi sono trovata meglio)e risultati diversi. Ora dovrei preparare un bel po’ da far asciugare e conservare per 15/20 giorni prima dell’uso, li vorrei belli vuoti quale ricetta mi consigli? Oltre alle tue ho scovato anche questa che prevede 200g di acqua/farina e burro e 375g di uova. Dispongo solo di un forno elettrico casalingo non ventilato fa differenza nella scelta della ricetta?
grazie in anticipo x qualunque consiglio voglia darmi.
Ciao non so se conosci i ” Via col Vento ” sono dolcetti napoletani fatti con pasta bigne con aggiunta di crema pasticcera nell’impasto. Il mio problema è che sia con valvola chiusa che con valvola aperta ( da premettere che per valvola io uso un cucchiaino che mi tiene un pochino di porta aperta) si gonfiano benissimo , ma poi collassano sempre. Potresti dirmi dov’è l’errore? . poi perché altri pasticceri dicono di tenere la valvola chiusa??(sempre per la pasta bignè) Grazie e complimenti.
Ciao Loris, complimenti davvero per tutto quello che ci fai conoscere, sei un grande!! Ti chiedo se la pasta bignè può essere congelata in stampi di silicone (mezze sfere piccole) in modo da avere già una forma ben precisa prima di passarli in forno, ovviamente prima scongelati. Ti ringrazio, ciao
Salve io ho fatto varie volte il bigné in pasticceria ma alcune volte mi esce troppo scuro fuori e crudo dentro ma con gli stessi minuti e la stessa temperatura quindi sbaglio qualcosa con gli ingredienti ma non capisco cosa! Ti é mai capitato?
Ciao, sei sicura dell’affidabilità del forno? Attenzione anche allo zucchero (ma anche al latte, se la tua ricetta lo prevede) presente nella ricetta
Ciao e complimenti per il sito! Avrei una domanda: se utilizzo la dose 3 per i miei bigné, a che temperatura li devo far cuocere? Ammetto che il forno che ho a casa non è dei migliori, ma ho già provato a farli due volte e mi risultavano sempre crudi all’interno e secchissiiìmi all’esterno (ho provato con 190° -> 180° e 200° -> 190°). Non capisco se l’errore è nella cottura o nell’impasto. Grazie e buon lavoro!
scusi signor Ossimer posso chiederle se e’ vero che nell’impasto dei bigne’ ci vanno piu’ grassi che nell’impasto delle zeppole?
potrei sapere in che si differenzia la pasta del bigne’ da quella delle zeppole?
Scusa Loris finalmente posso parlare con un pasticcere. Sto cercando da anni forni con valvola ma non riesco a trovarne. Dove possono essere venduti.
Ciao Loris..io voglio ottenere un bignè (zeppola) non.completamente vuoto. Che non.deve essere farcito all’interno. Quale ricetta della tabella mi consigli? Che tipo di farina? E, poiché la pezzatura è più grande di una pallina di profiteroles…che tipo di cottura devo fare? Grazie per la disponibilitá
ciao usa un bilanciamento intermedio; farina medio-debole; cottura in olio a 180°C
Ciao Loris, grazie per la risposta, scusa, non ho specificato che voglio fare una cottura al forno.. Devo capire quale bilanciamento usare, che tipo di farina…..e ultima cosa….cotta sulla teglia vuota, o mi consigli il tappetino microforato…che ho comprato ma che, non ho ancora usato…grazie maestro…p.s. il tuo manuale é qualcosa di eccezionale. Lo custodisco gelosamente…lo consiglio a tutti gli.appasdionati di pasticceria…
Salve..ho un problema con le bignè e non so da cosa dipenda..spesso una volta cotte le sollevo e non hanno il fondo. Oppure talvolta sviluppano una base troppo sottile..da cosa può dipendere??
Dipende molto dal tipo di cottura e dove vengono dressati (carta da forno,teglia da sola,simpatica ecc)
Salve Chef. Ho un forno elettrico che non ha la valvola e che se rimane leggermete aperto con un cucchoaio di legno (cosa che facevo con il vecchio per simulare la valvoa aperta, si spegne).
Quale temperatura posso usare per la cottura dato che non ho la valvola e che non posso continuare la cottura con lo sportello leggermente aperto? E in quale modalità (statico o ventilato?)
Adoro i bignè ma non mi vengono mai. Rimangono sempre umidi e impossibili da farcire.
La ringrazio in anticipo.
Salve Loris. A me si ripresenta sempre il solito problema con i bignè… Nonostante apro un po’ lo sportello del forno, mi ritrovo bignè cotti fuori e crudi dentro e non capisco perché
Ciao una volta cresciuti e stabilizzati abbassa il forno a prolunga la cottura
Adesso o visto questo sito sei un grandissimo maestro vorrei provare a fare i tuoi bignè pero non o capito come si fa a vedere la tabella non o capito grazie .
Ciao grande! Hai mai provato a sostituire le uova?
Ciao grazie per i consigli. Volendo usare la margarina come bilancio la ricetta? Ho una ricetta in cui si usa la margarina e istituendo ma con il burro u bignè nn sono cresciuti, si sono appiattiti. Come mai?
Ciao Maria, dipende molto dal tipo di margarina: quelle professionali vanno usate nella stessa quantità del burro. Strana questa cosa… prova ad usare un burro più performante
che vuol dire burro performante?
Grazie
Burro di qualità particolarmente adatto alla pasticceria
Ho capito bene la pasta frolla va messa sulla pasta del bignè?
Esattamente, come puoi vedere dalle foto delle teglie prima di essere infornate
ciao Loris, è possibile che io abbia sentito Massari dire che la massa è pronta quando ha raggiunto 85°?
Si 85 è la temperatura in cui avviene la prima gelatinizzazione degli amidi della farina
grazzie davvero,proverò,non mi vengono mai.
Fammi sapere 😉
Grazie mille per quanto fai per gli appassionati come me.
Ho un problema, il mio forno,in modalità statica, scalda solo sotto.
Posso cuocere i bignè vol forno ventilato? A che temperatura?
Grazie mille anticipatamente.
Prego 😉 Si metti ventilato a 190°C
buongiorno Loris, ho un dubbio riguardante i bignè doppio burro. nella ricetta che ho vengono riportati 250g di acqua e 250 di burro contro 125 di farina ( forte). mi ritrovo quindi un polentino molto morbido che fatica ad asciugare ma soprattutto, se lo tengo troppo sul fuoco, inizia a rilasciare il grasso, che fuoriesce e si separa completamente dal polentino stesso. le indicazioni che mi erano state date erano di allontanare dal fuoco non appena il polentino inizia a ‘ sudare’ il grasso, questo comporta una permanenza molto breve sul fuoco e il polentino ovviamente non asciuga come quello fatto con dosi di burro meno elevate .è corretto, o c’e qualcos’altro da fare per ovviare alla separazione del grasso? perché poi ovviamente l’impasto non è piu utilizzabile. la ringrazio.
questo è tutto ciò che mi sorprende in un pasticciere dare consigli senza problemi grazie
vorrei chiederti un consiglio
Tu che pasta choux preferisci e mi consigli
posso cucinarli due giorni prima senza farcirli
Se con questa ricetta posso realizzare zeppole o la pars
Grazie a te! La prima o la seconda sono più semplici da gestire. Si certo, tienili in frigo coperti con pellicola
Ciao…vorrei chiedere questa cottura dei bignè è riferita alla dose 1? forno statico o ventilato? una volta passati i 20 minuti di cottura devono asciugare a sportello semi aperto o sono pronti e posso infornare subito un’ altra teglia? Grazie
Ciao dipende dal forno che utilizzi, se professionale o di casa: in ogni caso è bene aprire (nella seconda metà della cottura) le valvole (se ci sono) oppure aprire leggermente la portina per permettere ai bignè di asciugarsi perfettamente.
Grazie x tutti i consigli…volevo chiederti…a Natale feci un profitterol. Panna dentro e ganche fuori..lo preparai la mattina della vigilia..lo mangiammo il giorno di Natale ma il bignè era secco come mai?
Prego Giusy, dipende molto dal tipo di pasta utilizzata e dalla cottura
Grazie
Probabile se ha usato solo panna magari anche troppo montata è rimasto secco per quello. Se è un po troppo montata non si infila bene in tutte le parti del bignè come farebbe una crema pasticcera che riesce ad andare ovunque di conseguenza riesce ad ammorbire meglio tutto
Complimenti per tutti gli approfondimenti che tratta riguardo la pasticceria,uno dei più completi che conosco.
Sono un grande appassionato del pasticciare e volevo porti,(scusami se ti do del tu)una domanda sulla pasta bignè,
può spiegarmi cortesemente come ci si deve comportare per il congelamento a crudo dei bignè?
Grazie e complimenti ancora!
Grazie dei complimenti Ivo! La tecnica dell’abbattimento a crudo la uso molto per la biscotteria ma per i bignè preferisco conservarli in negativo una volta cotti.
Grazie della risposta,
era una curiosità perchè ne avevo sentito parlare,ma non sapevo come attuarla.
Spiegazione molto esplicita..molto gradita..GRAZIE E BUON LAVORO CHEF…!
Grazie mille a te Rita!
Perché una volta cotto in forno la zeppola da bella gonfia una volta fuori tende a sgonfiare?
Un leggero calo è fisiologico ma controlla la cottura, potrebbe essere troppo veloce
Ciao e complimenti per le spiegazioni, volevo chiederti un parere,vorrei realizzare dei dolci a forma di fungo con pasta bignè ma vorrei che dopo risultassero morbidi per nulla croccanti, che riescano a sviluppare bene e gonfiarsi.
Per la forma uso degli stampini di metallo tipo quelli per babà.
Dovrei aggiungere degli agenti lievitanti? E mi conviene quindi usare un impasto con meno grasso?
Grazie in anticipo e buone feste.
Ciao Alfonso, per realizzare i bignè cilindrici o cubettati bisogna avere un impasto perfettamente bilanciato (senza lievito) con il burro che sia la metà dei liquidi e la farina un 15% superiore al peso del grasso. La procedura non è semplice poichè devi trovare la grammatura di pasta che andrà nello stampino (rivestito con strisce di silpat): devi usare tappetini e teglie microforate che andranno collocate sopra e sotto i cilindri per assicurare una perfetta cottura. Buone feste anche a te 😉
Una curiosità, guardando un’intervista di Christophe Adam mi era sembrato di capire che per gli éclair fosse più indicata una farina medio forte. Tu che consiglieresti?
Nel caso di impasti particolarmente ricchi di grasso, come appunto quello dell’eclair, meglio utilizzare una farina medio forte.
che vuol dire forno con valvola chiusa ?
Nei forno professionali c’è la possibilità di trattenere il vapore in camera oppure di liberarlo
Ciao.avrei.due.domande.
1Se volessi sostituire il burro con olio evo posso basarmi sempre sulle tue tabelle per.il bilanciamento dell’impasto?
2. Il peso delle uova che.indochi sulle
tabelle è con o senza.guscio?
Ciao,si ma devi tener conto che il burro contiene un 15% circa di acqua, l’olio un 1%; il peso delle uova si intende sempre senza guscio