Namelaka, ricette e consigli di Pianeta Dessert Loris Oss Emer

 

La namelaka è una crema al cioccolato dalla consistenza setosa, lucida e particolarmente cremosa. Si prepara con latte, cioccolato, gelatina e panna liquida, senza incorporare aria. Dopo almeno 12 ore di cristallizzazione in frigorifero acquista una struttura stabile ma fondente, ideale per farcire crostate, torte moderne, monoporzioni, éclair e dessert al piatto.

La sua apparente semplicità può trarre in inganno. Una buona namelaka dipende dall’equilibrio tra parte acquosa, grassi, sostanze secche del cacao e gelatina. Per questo non è corretto sostituire liberamente un cioccolato bianco con uno fondente mantenendo le stesse quantità: ciascun tipo di cioccolato costruisce una consistenza diversa.

In questo articolo trovi la storia della namelaka, il metodo corretto di emulsione, quattro formule professionali, una tabella delle consistenze e le soluzioni ai problemi più frequenti.

 

Che cos’è la namelaka

Il termine giapponese namelaka richiama l’idea di una consistenza estremamente liscia e cremosa. In pasticceria indica una crema priva di uova e amidi, strutturata dall’azione combinata del cioccolato, della gelatina e della cristallizzazione dei grassi.

La composizione ricorda quella di una ganache, ma l’aggiunta di latte e gelatina consente di ottenere una texture più morbida e regolare. Si distingue invece da mousse e bavaresi e dalle ganache montate perché non deve contenere aria: la sua caratteristica principale è un’emulsione fine, non una massa aerata. A differenza della panna montata, la namelaka non deve la propria consistenza all’incorporazione di aria.

A 1-4 °C conserva una struttura stabile e non dovrebbe rilasciare liquidi. Può essere colata negli stampi quando è ancora fluida oppure utilizzata con sac à poche dopo il riposo, in base al risultato desiderato.

Ricordo la prima volta che proposi la namelaka durante un corso. Alcuni corsisti, vedendola ancora fluida appena preparata, erano convinti che avessimo sbagliato qualcosa. Il giorno dopo, quando togliemmo la pellicola e la crema mantenne perfettamente la forma della spatola, capirono perché in pasticceria il riposo non è un’attesa passiva: è parte della ricetta.

 

Storia e origine della namelaka

La namelaka nasce alla fine degli anni Novanta dalla collaborazione tra pastry chef giapponesi e professionisti dell’École du Grand Chocolat Valrhona, scuola fondata in Francia nel 1989 da Frédéric Bau e Paul Bernard Bret.

L’obiettivo era ottenere una crema capace di esaltare il cioccolato con una consistenza più fluida di una ganache classica, ma più stabile di una salsa. Il nome scelto descrive proprio la sensazione al palato: levigata, fondente e quasi priva di resistenza.

La preparazione si è poi diffusa nella pasticceria contemporanea grazie alla sua versatilità. Può essere dressata in spuntoni regolari, inserita in tartellette, colata come inserto e abbinata a frutta, spezie, caffè o frutta secca.

 

Composizione e funzione degli ingredienti

Cioccolato

Fornisce gusto, grassi e sostanze secche. Il fondente contiene più cacao secco e costruisce una struttura più intensa; il bianco non contiene massa di cacao e si affida soprattutto a burro di cacao, zucchero e latte in polvere. Percentuale, fluidità e densità del cioccolato e ricetta del produttore incidono sul risultato.

Latte

Costituisce la prima fase acquosa dell’emulsione. Scioglie la gelatina e permette di disperdere progressivamente i grassi del cioccolato. Può veicolare aromi, ma ogni aggiunta liquida modifica il bilanciamento.

Panna liquida

Apporta acqua e grassi, ammorbidisce la struttura e contribuisce alla sensazione fondente. Si usa fredda e non montata, preferibilmente con circa il 35% di grassi.

Gelatina

Stabilizza la fase acquosa senza trasformare la crema in un gel rigido. Le ricette riportate utilizzano gelatina da 200 Bloom, idratata con cinque volte il proprio peso d’acqua. Se si cambia forza Bloom, il dosaggio va ricalcolato.

Come si bilancia una namelaka

Il bilanciamento non dipende soltanto dalla percentuale dichiarata in etichetta. Due cioccolati al 70% possono avere quantità differenti di burro di cacao, massa di cacao e zucchero, quindi fluidità e capacità strutturante diverse.

In termini pratici:

  • il cioccolato bianco richiede una dose maggiore di cioccolato, l’aggiunta di gelatina e, secondo la formula, una stabilizzazione leggermente superiore;
  • il cioccolato al latte offre una struttura intermedia, con cacao, burro di cacao, zucchero e solidi del latte;
  • il fondente contiene più sostanze secche e permette di ridurre la quantità di cioccolato rispetto ai liquidi;
  • aumentando la percentuale di cacao, la dose di fondente può diminuire per mantenere una consistenza simile;
  • più gelatina non significa automaticamente una crema migliore: un eccesso rende il taglio elastico e riduce la sensazione fondente.

Il rapporto tra latte e panna determina la quantità complessiva di acqua e grassi. Il cioccolato e la gelatina devono essere sufficienti a trattenere questa fase acquosa in un’emulsione stabile. Se aggiungi purea di frutta, liquori o infusi, devi considerare acqua, acidità, zuccheri e fibre introdotti: non basta versarli nella ricetta di base.

Sistema di lavoro

Per confrontare le ricette, lavora sempre in percentuale sul peso totale. Registra almeno:

  • percentuale di cioccolato;
  • percentuale complessiva di latte e panna;
  • percentuale di gelatina e relativo Bloom;
  • contenuto di cacao e fluidità del cioccolato;
  • temperatura e destinazione d’uso.

Questi dati consentono di correggere una crema in modo ragionato, anziché aggiungere ingredienti “a occhio”.

In laboratorio mi è capitato di sostituire un fondente con un altro avente la stessa percentuale di cacao, aspettandomi un risultato quasi identico. Dopo il riposo, una namelaka era cremosa e l’altra decisamente più sostenuta. Da allora controllo anche fluidità e composizione del cioccolato: quel 70% stampato sulla confezione racconta da un indicazione,  ma non tutte le informazioni necessarie.

Metodo corretto per preparare la namelaka

  1. Idrata la gelatina 200 Bloom in cinque volte il suo peso d’acqua fredda.
  2. Trita il cioccolato oppure scioglilo parzialmente, evitando di surriscaldarlo.
  3. Porta il latte a ebollizione, quindi unisci la massa di gelatina idratata e mescola fino a scioglierla.
  4. Versa il latte caldo sul cioccolato in più riprese. Friziona con la spatola partendo dal centro finché compare un nucleo elastico e lucido, seguendo la corretta tecnica dell’emulsione.
  5. Emulsiona con un mixer a immersione con campana aperta mantenendo la testa sotto la superficie, senza incorporare bolle.
  6. Quando l’emulsione ha raggiunto almeno 35 °C, aggiungi la panna liquida fredda continuando a mixare.
  7. Copri con pellicola a contatto e lascia cristallizzare in frigorifero per almeno 12 ore a 1-4 °C.
  8. Usa la namelaka direttamente, senza montarla, per preservarne lucentezza e consistenza.

 

La procedura elencata è quella corretta che viene insegnata nella scuole più prestigiose dedicate al cioccolato.

Tuttavia, il metodo che seguo in questi ultimi anni è quello di versare il cioccolato e latte nella stessa caraffa, riscaldare a microonde fino a raggiungere i 35 per cioccolato bianco e latte ed i 40 per cioccolato fondente. Inserire la gelatina idratata e fusa precedentemente. Emulsionare il tutto con un mixer ad immersione ed infine aggiungere la panna liquida. Questa procedura fa risparmiare un sacco di tempo e non mi sono accorto di differenze sostanziali di texture.

 

Namelaka al cioccolato bianco

Ingredienti

È la versione più dolce e delicata, ideale come base per vaniglia, agrumi, spezie, caffè, pistacchio e paste di frutta secca. Il cioccolato bianco scelto influisce molto sulla struttura: un prodotto più ricco di burro di cacao può risultare più compatto.

Consistenza a 4 °C
Morbida, cremosa, molto liscia

Dolcezza
Alta

Utilizzi consigliati
Spuntoni, tartellette, farciture, aromatizzazioni

Abbinamenti ideali
Agrumi, vaniglia, pistacchio, frutti acidi

 

Namelaka al cioccolato al latte

Ingredienti

  • 1,8 g gelatina 200 Bloom
  • 9 g acqua per la gelatina
  • 105 g latte intero
  • 180 g cioccolato al latte
  • 210 g panna liquida al 35%

Ha gusto rotondo e consistenza intermedia. Funziona bene con caramello, nocciola, arachide, banana, caffè e frutti leggermente acidi. Segui lo stesso metodo della versione bianca e rispetta il riposo, indispensabile per completare la cristallizzazione del burro di cacao.

Consistenza a 4 °C
Cremosa e rotonda

Dolcezza
Medio-alta

Utilizzi consigliati
Bignè, crostate, monoporzioni

Abbinamenti ideali
Nocciola, caramello, caffè, banana

Namelaka al cioccolato fondente 60%

Ingredienti

  • 1,8 g gelatina 200 Bloom
  • 9 g acqua per la gelatina
  • 115 g latte intero
  • 150 g cioccolato fondente al 60%
  • 230 g panna liquida al 35%

Il fondente costruisce una struttura più intensa grazie alla maggiore quantità di sostanze secche del cacao. Questa versione è indicata per dessert al piatto, crostate moderne, bignè e abbinamenti con lampone, pera, arancia, caffè e spezie.

Consistenza a 4 °C
Più sostenuta e fondente

Dolcezza
Media

Utilizzi consigliati
Inserti, torte moderne, dessert al piatto

Abbinamenti ideali
Lampone, pera, arancia, spezie

Namelaka al cioccolato extra-fondente 75%

Ingredienti

  • 1,8 g gelatina 200 Bloom
  • 9 g acqua per la gelatina
  • 115 g latte intero
  • 140 g cioccolato fondente al 75%
  • 230 g panna liquida al 35%

Consistenza a 4 °C
Intensa e compatta, ma non gelatinosa

Dolcezza
Bassa

Utilizzi consigliati
Decorazioni definite, crostate e monoporzioni

Abbinamenti ideali
Caffè, amarena, whisky, frutta secca

 

Un cliente mi chiese una crostata moderna al cioccolato che fosse intensa, ma non pesante al taglio. La prima idea fu usare la versione extra-fondente; facendo una prova, però, risultò troppo compatta rispetto al guscio e agli altri elementi. Scelsi la namelaka al 60% e ottenni un equilibrio migliore. Non esiste una consistenza perfetta in assoluto: esiste quella giusta dentro il dessert completo.

Come modificare la consistenza

Per ottenere una namelaka più morbida non conviene eliminare semplicemente la gelatina. È preferibile valutare la destinazione d’uso e intervenire sul rapporto tra cioccolato e liquidi. Per una decorazione con sac à poche serve più tenuta rispetto a una crema da servire al cucchiaio.

Per una struttura più sostenuta, aumenta con prudenza la parte strutturante o riduci leggermente i liquidi. Evita correzioni drastiche: pochi decimi di grammo di gelatina sono già percepibili su una ricetta da circa mezzo chilogrammo.

Non giudicare la consistenza appena preparata. La namelaka è fluida da calda e sviluppa la struttura definitiva durante le 12 ore di riposo.

Problemi frequenti e soluzioni

La namelaka è troppo liquida dopo il riposo

Controlla innanzitutto temperatura e durata della cristallizzazione. Se ha riposato meno di 12 ore o il frigorifero è troppo caldo, la struttura non è completa. Altre cause possibili sono gelatina pesata male, cioccolato molto fluido, quantità eccessiva di liquidi o emulsione instabile.

In un corso, una corsista mi mostrò una namelaka che a suo dire “non rassodava”. Qualcosa era andato storto, forse le pesate. Nonostante consiglio di non montare mai questa crema quando accade che dopo il riposo notturno risulta ancora liquida, l’unico modo per utilizzarla è quello di montarla.

È troppo dura o gelatinosa

La gelatina è eccessiva rispetto alla formula oppure il cioccolato usato struttura più del previsto. Verifica Bloom e peso reale. Nei fondenti ad alta percentuale, non aumentare il cioccolato senza ribilanciare i liquidi.

Si separa o rilascia grasso

L’emulsione si è rotta. Può accadere se le temperature sono scorrette o se si usa una frusta incorporando aria. Ricrea un nucleo elastico aggiungendo gradualmente una piccola parte liquida alla temperatura adeguata e lavora con il mixer ad immersione

Presenta bolle in superficie

La campana del mixer ha incorporato aria. Inclina il contenitore, mantieni la testa completamente immersa e usa un recipiente alto e stretto. Filtrare la crema può eliminare le bolle più grandi, ma la prevenzione dà un risultato migliore. È preferibile utilizzare un mixer con campana aperta, tipo Bamix o Dynamic

Non è lucida

Una superficie opaca indica spesso un’emulsione incompleta, bolle d’aria oppure una conservazione non protetta. Mixa correttamente e applica pellicola a contatto prima del riposo.

Posso montare la namelaka?

La formula qui proposta è pensata per essere utilizzata senza montaggio. Incorporare aria cambia colore, conservazione e sensazione al palato. Se desideri una massa aerata, è più corretto utilizzare una ganache montata appositamente bilanciata.

Posso congelarla?

Può essere impiegata in inserti e torte moderne destinate al congelamento, quindi scongelate in frigorifero. Non è invece adatta come cuore morbido di un semifreddo servito a circa -15 °C: a quella temperatura i grassi la renderebbero troppo dura.

Posso sostituire la gelatina con agar agar?

L’agar deve bollire nel latte per attivarsi e produce un gel più netto, fragile e meno fondente. La preparazione non avrà quindi la texture tipica della namelaka. È comunque una variante possibile.

Perché occorrono 12 ore?

Il riposo serve sia alla gelatina sia alla cristallizzazione stabile dei grassi del cioccolato. Raffreddare velocemente non sostituisce completamente questo tempo di maturazione.

Conservazione e servizio

Conserva la namelaka a 1-4 °C, coperta a contatto e protetta da contaminazioni e odori. La durata effettiva dipende dalla freschezza degli ingredienti e dal protocollo igienico del laboratorio. Per uso professionale, definisci la shelf life con il tuo piano HACCP anziché affidarti a una durata generica.

Prima del dressaggio puoi lavorarla brevemente con una spatola per renderla omogenea, senza montarla. Servila fredda ma non gelata: una temperatura troppo bassa irrigidisce i grassi e attenua gli aromi.

Solitamente nei laboratori preparano la namelaka il pomeriggio precedente e la lasciano cristallizzare durante la notte. Questa organizzazione evita corse e correzioni dell’ultimo minuto.

 

Domande frequenti

 

Quanto tempo deve riposare?

Almeno 12 ore in frigorifero a 1-4 °C, coperta con pellicola a contatto.

Posso usarla subito in uno stampo?

Sì, quando serve un inserto può essere colata ancora fluida e fatta cristallizzare nello stampo.

Quale cioccolato scegliere?

Usa un cioccolato professionale dalla fluidità nota. Quando cambi percentuale o marca, esegui una prova perché la quantità di burro di cacao e sostanze secche può variare.

La namelaka è uguale a una ganache?

No. È simile a una ganache, ma contiene latte e gelatina e ha un bilanciamento finalizzato a una consistenza particolarmente setosa.

 

La riuscita della namelaka dipende più dal metodo e dal bilanciamento che dalla complessità della ricetta. Pesa con precisione la gelatina, scegli il cioccolato in base alla sua composizione, costruisci un’emulsione lucida e rispetta il riposo. Solo dopo la cristallizzazione potrai valutare davvero consistenza, tenuta e cremosità.

Buon dessert… ultra-cremoso!

 

 

 

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48 Comments

  1. Roberta 4 Aprile 2022 at 8:00 - Reply

    buongiorno vorrei sapere se possibile inserirla in un semifreddo, qual’é il limite di temperatura perché rimanga morbida al taglio? grazie in anticipo

    • Loris Oss Emer 4 Aprile 2022 at 8:32 - Reply

      Ciao Roberta il semifreddo va consumato a circa -15°C mentre questa crema a 1-4°C poichè ricca di grassi. Ti ritroveresti con un cuore di namelaka completamente ghiacciato e con il semifreddo perfetto da servire.

  2. Giuseppe 8 Marzo 2022 at 20:28 - Reply

    Ciao
    per un utilizzo in una torta moderna da congelare e poi glassare è consigliato cmq far riposare la namelaka 12h prima di comporre la torta e poi stabilizzarla oppure dovendo andare in congelatore si puo utilizzare anche appena raffreddata?

    • Loris Oss Emer 8 Marzo 2022 at 20:36 - Reply

      Ciao Giuseppe, a livello di lavorazione puoi procedere senza problemi col dolce congelato, ma tieni conto che la struttura ottimale ci sarà dopo 12 ore di frigorifero. Un saluto

  3. Francesca 24 Settembre 2021 at 8:41 - Reply

    Salve Loris, grazie mille per la spiegazione della ricetta;a volte siamo abituati a seguire le indicazione senza chiederci il perchè dei vari dosaggi. Avrei però una domanda: qualora volessi utilizzare dei cioccolati aromatizzati (tipo passion fruit o lampone..) come mi adeguo?

    grazie mille

    • Loris Oss Emer 17 Ottobre 2021 at 15:50 - Reply

      Ciao Francesca, puoi utilizzarli con il dosaggio del cioccolato bianco. Un saluto

  4. Elisa 17 Settembre 2021 at 10:28 - Reply

    Buongiorno Loris e grazie mille per le ricette!
    Una domanda, quanto deve essere la quantità ideale di burro di cacao contenuta nel cioccolato? (Fondente x esempio)
    Grazie mille e buona giornata
    Elisa

  5. Nancy 20 Dicembre 2020 at 9:05 - Reply

    Ciao Loris …una domanda se volessi fare una
    Namelaka al cocco e limone devo utilizzare il cioccolato bianco?

    • Antonina 3 Novembre 2021 at 8:48 - Reply

      Come devo fare per avere le ricette

  6. Agata 3 Settembre 2020 at 8:42 - Reply

    Articolo interessantissimo! Grazie mille per aver condiviso le Sue conoscenze con noi.
    Potrei farLe una domanda?
    Vorrei fare una torta moderna con la namelaka al limone, da utilizzare (quest’ultima) non come decoro della torta, ma come inserto. È necessario far rassodare la namelaka in frigo 12 ore prima di versarla sullo stampo in silicone, per poi congelarla, o posso versarla ancora liquida sullo stampo? Inoltre, una volta scongelata la torta, la namelaka rilascia acqua o resta compatta?
    La ringrazio e Le auguro una buona giornata.

  7. Luigi 2 Giugno 2020 at 14:42 - Reply

    Ciao Loris, troveresti adatta la versione al cioccolato bianco per farcire una torta classica come la foresta nera? Oppure rischio di rovinare un classico ed è più adatta per la pasticceria moderna? Grazie

    • Loris Oss Emer 4 Giugno 2020 at 10:44 - Reply

      Ciao, io l’ho usata in una foresta nera ma versione torta moderna. Per la classica terrei la farcitura originale.

  8. Chiara 7 Marzo 2020 at 16:52 - Reply

    Ciao, ho in casa solo fogli colla di pesce oro… che quantità utilizzo? Grazie

    • Loris Oss Emer 7 Marzo 2020 at 16:56 - Reply

      La oro va benissimo nei dosaggi indicati in queste ricette

      • Chiara 7 Marzo 2020 at 17:20 - Reply

        Ma quindi 1,8 g sono metà foglio? Ho i fogli professionali.. quelli da 4 g

      • Antonella 20 Maggio 2020 at 20:29 - Reply

        Ciao, si può sostituire con l agar agar, e in che parti?

      • Francesca 27 Luglio 2020 at 19:35 - Reply

        Ciao, volendo creare un inserto per una torta moderna con la namelaka, devo aumentare la dose di gelatina oppure devo procedere in un modo specifico? Grazie per l’attenzione

        • Loris Oss Emer 27 Luglio 2020 at 19:37 - Reply

          Ciao Francesca, io per inserti di torte moderne uso questa ricetta senza aumentare la gelatina

  9. Claudia 23 Gennaio 2020 at 12:00 - Reply

    Ciao, ma se la si lascia a riposo per oltre 12 ore succede qualcosa? Graziee

  10. Michele 14 Gennaio 2020 at 7:48 - Reply

    Buongiorno, avrei una domanda sulla Namelaka… Ma dopo aver cristallizzato 12 ore prima di usarla la Namelaka va montata?

    • Loris Oss Emer 14 Febbraio 2020 at 9:43 - Reply

      Ciao è possibile tuttavia io preferisco usare la namelaka senza montarla

  11. Massimoportogallo 5 Gennaio 2020 at 22:57 - Reply

    Grazie chef

    • Mery Fornasari 13 Giugno 2020 at 15:18 - Reply

      Buongiorno chef, scopro ora questa crema che sembra fantastica, posso usarla per decorare semifreddi quindi a – 18?

      • Lucie 17 Giugno 2020 at 17:25 - Reply

        Buongiorno , se userò il abbatitore a posto del frigo mi potrebbe suggerire a che temperatura e tempi per cristalizazione. Grazie mille

      • Loredana Sega 29 Luglio 2021 at 16:00 - Reply

        È possibile sostituire la gelatina con agar agar nella namelaka al cioccolato bianco?

        • Loris Oss Emer 1 Agosto 2021 at 11:10 - Reply

          Puoi farlo ma devi far bollire l’agar agar con il latte per almeno un minuto e poi procedere come per una namelaka normale. Avrai una struttura diversa, meno cremosa e una gelificazione più accentuata

  12. Giusy 26 Dicembre 2019 at 19:07 - Reply

    Salve, dopo la decorazione quanto può stare fuori dal frigo?

    • Anna 20 Luglio 2021 at 11:37 - Reply

      Salve, posso usare la namelaka al cioccolato bianco per farcire un pan di Spagna?

  13. lucia 29 Giugno 2019 at 7:31 - Reply

    GRAZIE Loris….come sempre, spiegazione impeccabile….potrei usare una namelaka per stuccare una torta ? O una torta appoggiata su un dummy? Ho bisogno di una stuccatura perfetta per poter fare una drip cake.

  14. Anna Melis 25 Giugno 2019 at 17:13 - Reply

    Grazie anche per queste ricette!

  15. maria 28 Maggio 2019 at 17:37 - Reply

    Stupendo il primo dolce dell’articolo. Mi dici per favore che ricetta e? ce la daresti? ti ringrazio anticipatamente. Maria.

  16. elisabetta paita 24 Maggio 2019 at 8:38 - Reply

    Buongiorno maestro, avrei da chiederle questo: come posso fare una glassa col cioccolato rosa? Ci ho provato, seguendo le regole base, ma non mi è venuta come speravo. Grazie per tutto quello che ci insegna! Un abbraccio.

  17. Anna Vasile 21 Maggio 2019 at 16:38 - Reply

    Salve Loris, grazie per il tuo tempo e dedizione che hai nei nostri confronti, per quanto riguarda la gelatina io uso quella in fogli come devo regolarmi? Grazie in anticipo buona serata ciao.

  18. giovanni 29 Aprile 2019 at 19:34 - Reply

    direi perfetta…..ottima spiegazione…grazie Loris!!!

  19. roberta 29 Aprile 2019 at 17:46 - Reply

    grazie !!
    per queste meravigliose ricette

    • Giuseppe 1 Maggio 2019 at 0:14 - Reply

      Ciao Loris, ogni tuo articolo è sempre una miniera d’oro!grazie. Ne Approfitto per chiederti un consiglio sulla bilancia da usare per pesare certe grammature (1,9g per es). La mia si sveglia solo dopo 8/10grammi,non è cosi sensibile a pesi cosi piccoli. È una bilancia elettronica dell kenwood.

      • Mauro 9 Giugno 2020 at 8:41 - Reply

        Giuseppe per 5€ ti consiglio di comprare una bilancina di precisione (dai cinesi) che misurano 0,5gr

  20. Salvatore 28 Aprile 2019 at 16:44 - Reply

    Grazie, viene utilizzata come gli altri cremosi col sac a poche per accompagnare o può sostituire le mousse?

  21. Solema 28 Aprile 2019 at 7:19 - Reply

    Se volessi sostituire la gelatina con l’agar agar come posso fare? Grazie

  22. Pisani Grazia 27 Aprile 2019 at 16:47 - Reply

    Grazie per le ricette le farò appena mi è possibile,le volevo chiedere com’è la gelatina 200bloom?grazie

  23. Pinzon raffaella 27 Aprile 2019 at 16:10 - Reply

    Che dire sei sempre il numero 1

  24. Cinzia 27 Aprile 2019 at 16:00 - Reply

    Mi hai fatto un bellissimo regalo di compleanno!

  25. Irene 27 Aprile 2019 at 15:04 - Reply

    Grazie mille

    • Francesca 27 Luglio 2020 at 19:37 - Reply

      Ciao, volendo creare un inserto per una torta moderna con la namelaka, devo aumentare la dose di gelatina oppure devo procedere in un modo specifico? Grazie per l’attenzione

  26. Giada 27 Aprile 2019 at 14:18 - Reply

    Salve Loris, sono molto incuriosita da questo tipo di crema ma ancora non mi sono mai cimentata per questo ti volevo chiedere se con questa preparazione fosse possibile creare le decorazioni a forma di rosa? Intendo quelle concentriche. Grazie per l’arricchimento che offri a tutti noi che ti seguiamo

  27. Barbara 27 Aprile 2019 at 13:49 - Reply

    Grazie…. semplicemente meraviglioso.

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